Adottata la variante al piano di recupero: volumi e altezze spaventose per uno sviluppo termale che non si vede
Nella seduta del Consiglio comunale del 4 giugno 2010 è stata approvata dalla maggioranza la prima variante al Piano di Recupero collegato all’Accordo di Programma meglio noto come “Progetto Percassi”, nella quale hanno trovato conferma alcune preoccupanti situazioni più volte evidenziate dai Consiglieri di minoranza, prima fra tutte l’ assenza di elementi certi sull’effettivo sviluppo secondo gli obiettivi dichiarati.
Abbiamo constatato come si sia passati, nel giro di circa due anni e mezzo, da un Piano di Recupero, al Progetto di infrastrutturazione generale, all’Atto Integrativo dell’Accordo di Programma ed oggi, alla 1° Variante al Piano di Recupero, senza che sia stato presentato alcun progetto del Nuovo Centro Termale e sul rilancio del Grand Hotel, che dovevano essere i veri punti di forza dell’intero progetto.
Per l’ennesima volta abbiamo denunciato l’incertezza che aleggia in modo sempre più pesante attorno a questa operazione.
Solo tre mesi fa era stata garantita e sottoscritta nell’Atto integrativo, la presentazione del progetto del Nuovo Centro Termale, entro il 31 maggio 2010. Ancora una volta, le date e gli impegni sono stati clamorosamente disattesi!!! Ciò che è stato ancor più grave è che, a tre anni e mezzo dall’approvazione dell’Accordo di Programma, sia stata adottata una nuova convenzione collegata al Piano di Recupero nella quale è scritto che “la realizzazione del nuovo Centro Termale dovrà essere completata in modo da consentirne l’agibilità INDICATIVAMENTE entro il 30 novembre 2013”!!! Ricordiamo che, con la prima convenzione del giugno 2007, si prevedeva il completamento della struttura, “indicativamente entro il 30 giugno 2009”.
A tre anni di distanza non è accettabile fare riferimento a scadenze temporali presuntive e non vincolanti per il Gruppo Percassi! Se già nel Piano di Recupero non emergevano la prevalenza e la centralità del Nuovo Centro termale, rispetto ad un consistente insediamento alberghiero, residenziale e commerciale, che i Consiglieri comunali del Gruppo Il Ponte avevano denunciato con forza, con questa Variante la valenza termale del progetto appare ancor più svilita e insignificante, anche da un punto di vista urbanistico.
I Gruppi di minoranza Il Ponte e La Forza delle Idee hanno espresso una valutazione negativa anche su questa Variante in quanto da un attento esame emerge chiaramente che questo non è un progetto di rilancio turistico e termale ma una mera operazione immobiliare, che trova il suo fondamento più che sulle risorse naturalistiche di San Pellegrino (l’acqua, le terme) su un’illusoria, quanto remota, ipotesi di un ritorno della Casa da Gioco.
Non era quello che è stato per anni abandierato, non era questo quell di cui San Pellegrino aveva bisogno.
Dichiarazione delle minoranze sulla variante al Piano di Recupero