Lo scorso 2 ottobre 2009 si è tenuto il Consiglio comunale richiesto dai Consiglieri comunali di minoranza Nicola Baroni, Walter Ghilardi, Raffaella Sonzogni e Roberto Tauro, per fare il punto sull’Accordo di Programma per lo sviluppo turistico e termale di San Pellegrino, la cui attuazione che è fonte di grandi preoccupazioni sia per i notevoli ritardi accumulati, soprattutto nella realizzazione delle nuove strutture termali, sia per i modi con cui si sta realizzando, ben altra cosa rispetto ai programmi iniziali!
La verità è che in questi ultimi mesi abbiamo assistito ad un mutamento sostanziale di progetti e di strategie tanto che gli interventi fondamentali previsti nell’Accordo di Programma, come il nuovo Centro Termale ed il recupero funzionale dell’ ex-Grand Hotel, appaiono, oggi, realtà lontane nel tempo!
Del nuovo Centro Termale non sappiamo ancora nulla. Oltre ai ritardi nella progettazione, ciò che potrebbe penalizzarne la realizzazione è stata la scelta, accolta da Comune e Gruppo Percassi e da noi ritenuta profondamente sbagliata, di spostare parte del contributo regionale (4,4 milioni di Euro) dalle nuove terme alla faraonica opera di infrastrutturazione delle aree Vetta e Paradiso, funzionale solo allo sviluppo residenziale previsto in quelle zone.
Per effetto di questo spostamento, al momento le risorse disponibili per le nuove terme ammontano a 8,6 milioni di euro (2,1 M€ Regione Lombardia e 6,5 M€ Comune), mentre dai verbali della Segreteria tecnica dell’Accordo di Programma emerge una recente stima dei costi di 16 milioni di euro. Si tratterà, a questo punto, di stabilire chi si farà carico di coprire il disavanzo, ma l’orientamento prevalente sembra essere quello di reperire ulteriori finanziamenti pubblici! Oltre all’aspetto finanziario, la preoccupazione rispetto al Centro Termale è legata ad un progetto che stenta a prendere corpo pare per difficoltà nell’attuazione delle idee dell’Architetto Perrault e per problemi legati alle sorgenti della Sanpellegrino. Recentemente il Gruppo Percassi ha dichiarato che “il progetto del nuovo Centro Termale dovrà confrontarsi con le esigenze del futuro gestore”, non ancora individuato. Cosa potrebbe accadere se il gestore chiedesse modifiche al progetto? Non era il caso di ricercarlo in anticipo ed affiancarlo al progettista? E’ chiaro che, in questa situazione, si può prospettare un ritardo di pochi mesi come di anni, un ridimensionamento o addirittura la mancata realizzazione dell’opera! In questo contesto assume contorni sempre più drammatici per l’economia e l’immagine di San Pellegrino, la scelta miope di chiudere le antiche terme, che avrebbero dovuto essere mantenute in attività almeno fino alla realizzazione di quelle nuove!
Il Grand Hotel, l’albergo-dependance nel parco e il residence al posto del Minigolf
Recentemente, nello “studio di recupero e ridestinazione funzionale dell’ex Grand Hotel e connesse strutture”, è stato dichiarato eccessivo il costo dell’investimento, per camera, in relazione al numero di camere realizzabili. Per rendere conveniente l’operazione, tuttavia, si pretenderebbe di realizzare opere, assai poco gradite, quali un albergo/dependance da 50 stanze, all’interno del parco del Grand Hotel (!), ed un residence per famiglie (20 nuclei) al posto del Minigolf! Il Gruppo consiliare Il Ponte ritiene che l’operazione prospettata non sia altro che il tentativo, dal pesante impatto ambientale, di aggiungere altra volumetria alberghiera e residenziale alla colossale operazione immobiliare che si sta realizzando. La richiesta di convocazione del Consiglio comunale era stata fatta proprio per verificare le reali intenzioni del Gruppo Percassi rispetto agli interventi nell’area dell’ex Grand Hotel, presentati alcuni mesi fa come “ipotesi progettuali”. Le dichiarazioni fatte in Consiglio comunale non danno adito a dubbi: se da un lato appare ormai definitivamente tramontata l’ipotesi di recupero funzionale dell’ex Grand Hotel, resta confermato, come temevamo, l’interesse per le strutture annesse.
Nulla di tutto ciò era previsto nell’Accordo di Programma!
Il progetto di infrastrutturazione: uno spreco di denaro pubblico
Buona parte del progetto di infrastrutturazione, più che funzionale al rilancio turistico e termale, sembra concepito per valorizzare il futuro sviluppo residenziale delle aree Vetta e Paradiso. E’ sotto gli occhi di tutti lo spreco di denaro pubblico in opere non necessarie o che avrebbero dovuto essere realizzate in buona parte con gli oneri di urbanizzazione, che il Gruppo Percassi avrebbe dovuto versare al Comune per lo sviluppo residenziale previsto in quella zona! A guardare le opere fin qui realizzate, sembra che su San Pellegrino sia piovuta una tale quantità di denaro da potersi permettere di tutto e di più: allargamento di strade assai poco frequentate; arredi con barriere di protezione che non si vedono nemmeno in Trentino o in Valle d’Aosta; reti fognarie e idriche, impianti di metanizzazione e di illuminazione in zone disabitate; megavasche di laminazione; scalinate al posto delle vecchie mulattiere e altro ancora… Potendo usufruire di 10,5 milioni di Euro di contributo regionale, destinarne più di 7 per infrastrutture non funzionali al comparto termale e per di più concentrate nella zona della Vetta, rappresenta una gestione assai poco oculata del denaro pubblico!
Il recente consiglio comunale, infine, ci ha confermato una sconcertante certezza: tutto quello che si realizzerà a San Pellegrino, nel bene o nel male, dipenderà solo ed esclusivamente da Percassi, in quanto l’Accordo di Programma ed i relativi strumenti urbanistici, lo tutelano e lo mettono in una tale posizione di forza da poter determinare gli interventi (quelli che deciderà di realizzare) e i tempi della loro attuazione. Per contro, l’Amministrazione comunale ha perso ogni possibilità di controllo sull’Accordo di Programma e non è più in grado di determinare alcunchè, non avendo più gli strumenti per farlo! Anzi, dopo aver realizzato, con fondi pubblici, tutte le infrastrutture nella zona del Paradiso e della Vetta, essa dovrà cedere incondizionatamente al Gruppo Percassi grandi aree, rese edificabili col recente Piano di Recupero, proprio in queste zone, quando (molto prima!) avrebbe dovuto condizionare la transazione alla realizzazione del nuovo Centro Termale!
Tra ritardi ed errori confidiamo, tuttavia, che il rilancio turistico e termale di San Pellegrino si realizzi e non sia questa volta profetico il titolo dell’articolo apparso su L’Eco Di Bergamo pochi giorni prima della firma dell’Accordo di Programma (31 gennaio 2007): “Addio alle terme, si chiude un’epoca”.
I Consiglieri comunali della lista civica IL PONTE
Nicola Baroni, Walter Ghilardi, Roberto Tauro
Dichiarazione sull’attuazione dell’accordo di programma