Assemblea pubblica: i cittadini di San Pellegrino hanno detto no alla dependance nel parco del Grand Hotel

5 marzo 2010

San Pellegrino Terme, 5 febbraio 2010

I consiglieri di minoranza Walter Ghilardi, Raffaella Sonzogni, Nicola Baroni e Roberto Tauro

Le ragioni che ci hanno spinto a promuovere un’assemblea pubblica sono state dettate da una preoccupazione molto forte, alla luce anche dei recenti sviluppi legati al Grand Hotel, sui tempi e sui modi con cui si sta attuando il cosiddetto progetto di rilancio turistico e termale della nostra cittadina.
Come Consiglieri comunali di minoranza non potevamo rimanere in silenzio e limitarci ad un volantino o alla solita battaglia in Consiglio Comunale: abbiamo voluto coinvolgere i cittadini di San Pellegrino attraverso appunto un’assemblea pubblica che ha avuto come principale obiettivo quello di salvaguardare il tessuto urbanistico di San Pellegrino e promuoverne un autentico sviluppo.

Vogliamo chiarezza su quanto sta accadendo!

Non ci bastano più ormai le parole, sempre rassicuranti, dei nostri Amministratori comunali che ormai hanno perso qualsiasi controllo sull’attuazione dell’Accordo di Programma; né ci bastano più le parole altrettanto rassicuranti che vengono dal Gruppo Percassi, che danno sempre per imminente la presentazione del progetto delle nuove terme e l’avvio dei lavori (nel cc del 2 ottobre, chiesto dalle minoranze, il Dr. Spinelli prese l’impegno a consegnare il progetto entro il 31 ottobre 2009 affermando che la data di apertura delle terme dovrebbe essere nel 2012!) quando oggi, a tre anni esatti dalla firma dell’Accordo di Programma (30/01/2007), il progetto non esiste ancora e le vecchie terme sono chiuse con danni incalcolabili per l’economia di San Pellegrino!!!

Già due ani fa attendevamo con ansia il progetto delle terme, ma a qualcuno venne l’idea di abbandonare il progetto in essere, per il quale era stato incaricato l’Arch. Svizzero Peter Zumtor (che poi è diventato premio Nobel per l’Architettura) per indire un concorso internazionale di idee conclusosi con la proclamazione del vincitore, l’Arch. Domunique Perrault, il 7 luglio 2008!

Precisazione: le minoranze non hanno MAI sollecitato un concorso di idee per le nuove terme.

Contemporaneamente è stato presentato il progetto definitivo ed esecutivo delle infrastrutture concentrate soprattutto nella zona della Vetta (oggi in avanzata attuazione) per il quale sono stati spostati consistenti finanziamenti regionali destinati alle terme! Questo è stato il primo campanello di allarme che ci ha fatto seriamente preoccupare sui modi con cui si stava attuando il progetto.

Oggi, quando tutti gli sforzi dovrebbero essere concentrati con ancora maggior determinazione sul progetto delle terme vengono presentati i progetti per la costruzione una dependance alberghiera nel parco del Grand Hotel e di un residence al posto del minigolf.
Secondo segnale allarmante e preoccupante sullo sviluppo dell’AdP! Questo è davvero troppo!

Questi progetti presentati come ipotesi nel marzo 2009 stanno rapidamente diventando una sconcertante realtà. Come Consiglieri comunali di minoranza ci siamo subito mossi contro queste ipotesi ed il 21 aprile 2009 come Gruppo Il Ponte abbiamo inviato una lettera a tutti i Soggetti promotori dell’AdP nella quale si chiedeva:

  1. Una rapida revisione dell’Accordo di Programma per lo sviluppo turistico e termale di San Pellegrino Terme, ridefinendo gli interventi, le priorità, i costi e le tempistiche e mettendo al primo posto la realizzazione del Nuovo Centro Termale.
  2. L’accantonamento delle ipotesi progettuali di recupero e ridestinazione funzionale dell’ex-Grand Hotel, che non rappresentano, sia da un punto di vista urbanistico che turistico, alcun miglioramento per la nostra cittadina;
  3. Un impegno unitario degli Enti promotori dell’Accordo di Programma per l’inserimento del progetto di rilancio di San Pellegrino Terme all’interno degli interventi previsti per l’Expo di Milano 2015.

Ovviamente questa lettera è rimasta senza alcuna risposta ufficiale. Solo brevi dichiarazioni sulla stampa.
L’ 8 settembre 2009 abbiamo chiesto la convocazione di un apposito Consiglio Comunale per fare il punto sullo stato di attuazione dell’AdP. In quel Consiglio comunale, svoltosi il 2 ottobre, la maggioranza, in evidente difficoltà, ha utilizzando modi e metodi assai discutibili per non affrontare seriamente le questioni poste. Peccato per l’ennesima occasione persa!

La dependance: un’ipotesi lontana???!!!

“La dependance si farà solo se riaprirà il Grand Hotel e resta un’ipotesi ben lontana”. (Dichiarazione del Presidente Soc. GH Vittorio Milesi – L’Eco di Bergamo 2 febbraio 2010).

“Resta il problema dei fondi per il completo recupero funzionale del Grand Hotel… Visti i costi esorbitanti per il recupero complessivo dell’hotel, potrebbe essere fattibile la realizzazione del residence alberghiero nel parco e quello destinato alle famiglie” (nel minigolf). Un progetto che andrebbe incontro alle forti esigenze di posti alberghieri nella nostra cittadina”.
(Eco di Bergamo 3 aprile 2009).

Nella domanda per l’autorizzazione paesaggistica, allegata al progetto degli interventi previsti nell’area dell’ex-Grang Hotel, presentata il 21 dicembre 2009, il Presidente della Società Grand Hotel Milesi chiede “il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica per la realizzazione degli interventi edificatori previsti nel progetto…”. Poiché attualmente il progetto presentato non è conforme agli strumenti urbanistici, nella stessa lettera si precisa che “la domanda di permesso a costruire sarà presentata successivamente alla modifica dell’Accordo di Programma” (e conseguente Piano di Recupero).

Qui l’intenzione di realizzare sia la dependance che il residence è evidente!

Se, come afferma il Vicesindaco, la dependance è un’ipotesi lontana, perché tutta questa fretta nel chiedere l’autorizzazione paesaggistica??!!

Perché non aspettare nuovi positivi sviluppi legati al recupero funzionale del Grand Hotel, prima di decidere eventuali interventi nel parco che potrebbero pregiudicarne non solo la bellezza ma qualsiasi futura possibilità di recupero della struttura!!??

La cosa curiosa è che (come è apparso anche sul giornale nel marzo scorso) si dice che per rendere economicamente vantaggioso e remunerativo l’intervento sul Grand Hotel occorre incrementare il numero di camere per arrivare a un albergo da 155. Da qui la necessità di una dependance esterna da 50 camere ma nella riunione dei Capigruppo del 6 aprile 2009 a precisa domanda se la dependance potrà essere realizzata indipendentemente dal recupero del Grand Hotel l’Arch. De Vecchi rispose di sì.
E mentre il Dr. Spinelli del Gruppo Percassi, nella seduta del CC del 2 ottobre affermava che “il recupero della struttura è un’opportunità al momento poco probabile” in questi giorni è stato presentato il progetto della dependance!
Pertanto, appena ottenuto il parere positivo o comunque non contrario da parte della Soprintendenza di procederà con la Variante al Piano di Recupero a ci chiediamo come farà a quel punto l’Amministrazione Comunale a condizionare la realizzazione della dependance all’avvenuto recupero del GH !

Al riguardo giova ricordare che con la brillante manovra con la quale nell’estate 2007 si sono spostati 4,4 M€ dal centro termale alle infrastrutture, lo stanziamento previsto nell’AdP a favore del Centro Termale è diminuito da 13 a 8,6 M€. Dal Verbale della Segreteria tecnica dell’Accordo di Programma abbiamo appreso che la spesa prevista (per il Centro Termale) “è lievitata da 13 a 16 M€ esclusi i parcheggi” .
Chi coprirà il disavanzo di oltre 7 M€ non si sà ancora, ma le condizioni le detterà Percassi che magari potrebbe mettere sul piatto della bilancia proprio la possibilità di realizzare la dependance e altro ancora!

Ad oggi quindi tutto fa pensare che la dependance si farà anche se come minoranze faremo di tutto per impedirlo. I cittadini hanno chiaramente espresso la loro contrarietà tanto da costituirsi in un Comitato “Per la tutela dei monumenti, delle bellezze naturali e dell’ambiente di San Pellegrino Terme” per far sentire la loro voce contro questo progetto. L’auspicio è che chi ha deciso questa cosa sappia ascoltare e rivedere le proprie scelte per il bene del paese.

Iniziative delle minoranze consiliari contro la dependance nel parco del Grand Hotel

1 febbraio 2010

Mentre siamo ancora in attesa del progetto delle nuove terme (è passato più di un anno e mezzo dalla proclamazione del vincitore del concorso internazionale di idee), procedono spediti (e senza che nessuno sappia nulla) altri progetti: la Società Grand Hotel San Pellegrino Srl, in data 21 dicembre 2009, ha presentato il progetto per la realizzazione di “una sala congressi e di una dependance alberghiera all’interno del parco del Grand Hotel” e il 29 dicembre ha ottenuto dal Comune di San Pellegrino l’Autorizzazione paesaggistica.

Riteniamo assurdo e paradossale che, in assenza di una concreta possibilità di recupero funzionale di questa prestigiosa struttura, si pretenda di realizzare un nuovo albergo nel parco del Grand Hotel, sacrificando ad esso l’area verde esistente da oltre un secolo ad abbellimento dello storico edificio! Inoltre verrà fortemente penalizzata la viabilità per Piazzo Basso nel tratto tra la palestra ed il Ponte Umberto, che verrà pedonalizzato.

Di fronte a questa iniziativa, peraltro non prevista nell’Accordo di Programma per lo sviluppo turistico e termale sottoscritto tre anni fa, i consiglieri di minoranza del Comune di San Pellegrino Terme, Nicola Baroni, Walter Ghilardi, Raffaella Sonzogni e Roberto Tauro hanno ritenuto doveroso intraprendere alcune iniziative volte innanzitutto ad informare la cittadinanza su quanto sta avvenendo e per certare di impedire la relizzazione di un vero scempio ambientale ed alle caratteristiche architettoniche ed urbanistiche di San Pellegrino, che da oltre un secolo hanno il loro fondamento nei prestigiosi monumenti in stile liberty quali il Casinò e appunto il Grand Hotel.

Un patrimonio secolare non va rovinato con iniziative scriteriate ed illogiche come la costruzione di una dependance alberghiera nel parco del Grand Hotel e ci auguriamo con il sostegno dei cittadini di San Pellegrino di poterla scongiurare.

Volantino contro la dependance nel parco del Grand Hotel

Lettera alla sovraintendenza ai beni culturali della Lombardia

San Pellegrino, Rilancio: la realtà è ben diversa

30 novembre 2009

Dopo il consiglio comunale del 2 ottobre ed il resoconto apparso su “L’Eco di Bergamo” pochi giorni dopo, il Gruppo consiliare Il Ponte ha sentito il dovere di inviare una lettera a L’Eco di Bergamo per chiarire come stanno realmente le cose attorno a quello che dovrebbe essere il progetto di rilancio di San Pellegrino.

La lettera è stata pubblicata su L’Eco di Bergamo il 20 novembre scorso e rappresenta in sintesi la posizione che la lista Il Ponte ha tenuto negli ultimi mesi sul progetto Percassi nella quale, nell’esprimere preoccupazione per l’evoluzione per quanto si sta realizzando e si pensa di attuare in futuro, si invitano i promotori dell’Accordo di Programma a fare chiarezza sulle reali intenzioni e a dare priorità agli interventi prioritari e fondamentali, primo fra tutti il nuovo centro termale.

San Pellegrino, Rilancio: la realtà è ben diversa

Progetto Percassi: la realtà è ben diversa

9 novembre 2009

Lo scorso 2 ottobre 2009 si è tenuto il Consiglio comunale richiesto dai Consiglieri comunali di minoranza Nicola Baroni, Walter Ghilardi, Raffaella Sonzogni e Roberto Tauro, per fare il punto sull’Accordo di Programma per lo sviluppo turistico e termale di San Pellegrino, la cui attuazione che è fonte di grandi preoccupazioni sia per i notevoli ritardi accumulati, soprattutto nella realizzazione delle nuove strutture termali, sia per i modi con cui si sta realizzando, ben altra cosa rispetto ai programmi iniziali!
La verità è che in questi ultimi mesi abbiamo assistito ad un mutamento sostanziale di progetti e di strategie tanto che gli interventi fondamentali previsti nell’Accordo di Programma, come il nuovo Centro Termale ed il recupero funzionale dell’ ex-Grand Hotel, appaiono, oggi, realtà lontane nel tempo!
Del nuovo Centro Termale non sappiamo ancora nulla. Oltre ai ritardi nella progettazione, ciò che potrebbe penalizzarne la realizzazione è stata la scelta, accolta da Comune e Gruppo Percassi e da noi ritenuta profondamente sbagliata, di spostare parte del contributo regionale (4,4 milioni di Euro) dalle nuove terme alla faraonica opera di infrastrutturazione delle aree Vetta e Paradiso, funzionale solo allo sviluppo residenziale previsto in quelle zone.
Per effetto di questo spostamento, al momento le risorse disponibili per le nuove terme ammontano a 8,6 milioni di euro (2,1 M€ Regione Lombardia e 6,5 M€ Comune), mentre dai verbali della Segreteria tecnica dell’Accordo di Programma emerge una recente stima dei costi di 16 milioni di euro. Si tratterà, a questo punto, di stabilire chi si farà carico di coprire il disavanzo, ma l’orientamento prevalente sembra essere quello di reperire ulteriori finanziamenti pubblici! Oltre all’aspetto finanziario, la preoccupazione rispetto al Centro Termale è legata ad un progetto che stenta a prendere corpo pare per difficoltà nell’attuazione delle idee dell’Architetto Perrault e per problemi legati alle sorgenti della Sanpellegrino. Recentemente il Gruppo Percassi ha dichiarato che “il progetto del nuovo Centro Termale dovrà confrontarsi con le esigenze del futuro gestore”, non ancora individuato. Cosa potrebbe accadere se il gestore chiedesse modifiche al progetto? Non era il caso di ricercarlo in anticipo ed affiancarlo al progettista?  E’ chiaro che, in questa situazione, si può prospettare un ritardo di pochi mesi come di anni, un ridimensionamento o addirittura la mancata realizzazione dell’opera! In questo contesto assume contorni sempre più drammatici per l’economia e l’immagine di San Pellegrino, la scelta miope di chiudere le antiche terme, che avrebbero dovuto essere mantenute in attività almeno fino alla realizzazione di quelle nuove!

Il Grand Hotel, l’albergo-dependance nel parco e il residence al posto del Minigolf

Recentemente, nello “studio di recupero e ridestinazione funzionale dell’ex Grand Hotel e connesse strutture”, è stato dichiarato eccessivo il costo dell’investimento, per camera,  in relazione al numero di camere realizzabili.  Per rendere conveniente l’operazione, tuttavia, si pretenderebbe di realizzare opere, assai poco gradite, quali un albergo/dependance da 50 stanze, all’interno del parco del Grand Hotel (!), ed un residence per famiglie (20 nuclei) al posto del Minigolf!  Il Gruppo consiliare Il Ponte ritiene che l’operazione prospettata non sia altro che il tentativo, dal pesante impatto ambientale, di aggiungere altra volumetria alberghiera e residenziale alla colossale operazione immobiliare che si sta realizzando.  La richiesta di convocazione del Consiglio comunale era stata fatta proprio per verificare le reali intenzioni del Gruppo Percassi rispetto agli interventi nell’area dell’ex Grand Hotel, presentati alcuni mesi fa come “ipotesi progettuali”. Le dichiarazioni fatte in Consiglio comunale non danno adito a dubbi: se da un lato appare ormai definitivamente tramontata l’ipotesi di recupero funzionale dell’ex Grand Hotel, resta confermato, come temevamo, l’interesse per le strutture annesse.
Nulla di tutto ciò era previsto nell’Accordo di Programma!

Il progetto di infrastrutturazione: uno spreco di denaro pubblico

Buona parte del progetto di infrastrutturazione, più che funzionale al rilancio turistico e termale, sembra concepito per valorizzare il futuro sviluppo residenziale delle aree Vetta e Paradiso.  E’ sotto gli occhi di tutti lo spreco di denaro pubblico in opere non necessarie o che avrebbero dovuto essere realizzate in buona parte con gli oneri di urbanizzazione, che il Gruppo Percassi avrebbe dovuto versare al Comune per lo sviluppo residenziale previsto in quella zona! A guardare le opere fin qui realizzate, sembra che su San Pellegrino sia piovuta una tale quantità di denaro da potersi permettere di tutto e di più: allargamento di strade assai poco frequentate; arredi con barriere di protezione che non si vedono nemmeno in Trentino o in Valle d’Aosta; reti fognarie e idriche, impianti di metanizzazione e di illuminazione in zone disabitate; megavasche di laminazione; scalinate al posto delle vecchie mulattiere e altro ancora…  Potendo usufruire di 10,5 milioni di Euro di contributo regionale, destinarne più di 7 per infrastrutture non funzionali al comparto termale e per di più concentrate nella zona della Vetta, rappresenta una gestione assai poco oculata del denaro pubblico!
Il recente consiglio comunale, infine, ci ha confermato una sconcertante certezza: tutto quello che si realizzerà a San Pellegrino, nel bene o nel male, dipenderà solo ed esclusivamente da Percassi, in quanto l’Accordo di Programma ed i relativi strumenti urbanistici, lo tutelano e lo mettono in una tale posizione di forza da poter determinare gli interventi (quelli che deciderà di realizzare) e i tempi della loro attuazione. Per contro, l’Amministrazione comunale ha perso ogni possibilità di controllo sull’Accordo di Programma e non è più in grado di determinare alcunchè, non avendo più gli strumenti per farlo! Anzi, dopo aver realizzato, con fondi pubblici, tutte le infrastrutture nella zona del Paradiso e della Vetta, essa dovrà cedere incondizionatamente al Gruppo Percassi grandi aree, rese edificabili col recente Piano di Recupero, proprio in queste zone, quando (molto prima!) avrebbe dovuto condizionare la transazione alla realizzazione del nuovo Centro Termale!
Tra ritardi ed errori confidiamo, tuttavia, che il rilancio turistico e termale di San Pellegrino si realizzi e non sia questa volta profetico il titolo dell’articolo apparso su L’Eco Di Bergamo pochi giorni prima della firma dell’Accordo di Programma (31 gennaio 2007): “Addio alle terme, si chiude un’epoca”.

I Consiglieri comunali della lista civica IL PONTE
Nicola Baroni, Walter Ghilardi, Roberto Tauro

Dichiarazione sull’attuazione dell’accordo di programma

Accordo di programma: le minoranze chiedono la convocazione di un Consiglio Comunale

11 settembre 2009

Preoccupati per i modi con cui si sta realizzando il progetto di rilancio turistico e termale di San Pellegrino e per i gravi ritardi che si registrano soprattutto in quelli che avrebbero dovuto essere gli interventi fondamentali e prioritari come il nuovo centro termale, del quale non esiste ad oggi nemmeno un progetto preliminare nonostante per mesi si siano ripetuti annunci da parte degli Amministratori comunali sulla sua imminente presentazione, i Consiglieri comunali della Lista Il Ponte Nicola Baroni, Walter Ghilardi e Roberto Tauro hanno deciso di presentare, insieme alla collega dell’altra lista di minoranza Raffaella Sonzogni, una richiesta di convocazione di un apposito Consiglio Comunale per fare il punto sullo stato di attuazione dell’Accordo di Programma.

La richiesta di convocazione